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martedì 13 ottobre 2015

In quale realtà vivi ?

Questo è un articolo che racconta di un lungo viaggio, durato molti anni, un viaggio che ebbe inizio diversi anni fa, quando, in un momento particolare della mia vita, inziai a pormi seriamente le Grandi Domande, un viaggio che da allora sembra non finire mai e che, l'ho accettato oramai, non finirà mai...

In quest'articolo voglio raccontarti di questo viaggio e fino a dove mi ha portato : 

alla consapevolezza della realtà che ci circonda e di come ho imparato a conoscerla, ad accettarla e a viverci insieme






Ho scoperto che viviamo in una realtà paradossale dove ci sono tre differenti realtà in una, il segreto è imparare a vivere pienamente in ognuna delle tre, contemporaneamente, allo stesso tempo : 

la realtà dei sensi, la realtà dell'azione umana e la realtà della metafisica

ma lasciami raccontare questo viaggio...

"Conoscendo la sua propria identità essenziale, l'uomo è capace di integrarsi alla vita senza restrizioni e paura di ciò che può perdere,  questo è il segreto di ogni creatività (Alan Watts)"

La Realtà dei sensi 



A prima vista la risposta sembra alquanto ovvia, per forza esiste solo una realtà amico mio! E' quella che tu osservi, che vedi, tocchi! 

E' la realtà dei sensi, stupido! 

Come puoi solo pensare che possa esistere una realtà differente da questa?

Si! Infatti questa è la realtà che ho definito dei sensi, la realtà del mondo esterno, la realtà della logica (della cosiddetta logica aristotelica), del tempo e dello spazio, della causa e dell'effetto, dell'osservatore e dell'osservato, del conoscitore e del conosciuto, del prima e del dopo, insomma della necessità "logica" di ogni azione ed evento

Pensa che come italiano mi ha sempre lasciato pensare il fatto che nella lingua inglese si usi l'alliterazione "make sense", tradotto letteralmente "fa senso,  per indicare quando un argomento, un ragionamento è corretto logicamente, come se una argomento per essere corretto e logico debba necessariamente essere realizzato dai sensi!

Ma, qui, in questo caso, mi dovetti confrontare con una questione che risaltava immediatamete davanti ai miei occhi; se questa è l'unica realtà che esiste, mi chiedevo, e se inizio a pormi la domanda di cosa abbia causato a sua volta tale realtà, non posso che arrivare alla ricerca della definizione dell'inizio di tutto, dei Principio. 

Non posso evitare di dover arrivare a pensare alla cosiddetta causa ultima, la Causa da dove tutto quanto è iniziato, e allora ?

Ma cos'è questa Causa Ultima?  Come e quando è iniziato tutto?  E Chi ha iniziato tutto ciò? Chi ha causato quest'inizio oppure com'è potuto iniziare  da se stesso? Chi è il "Primo Attuatore" ? Oppure, cos'è il Motore Primo, il Primo Movimento? 

Comprendi benissimo come da questa considerazione non puoi che andare in una delle due direzioni: puoi assumere che sia stato Qualcuno, e puoi facilmente immaginare Chi sia, oppure puoi assumare che sia sempre stato cosi, che questo primo movimento non sia stato creato da nessuno, che sia nato spontaneamente, diciamo dal Caso

Ma, ancora, anche fermandoci a questo punto non possiamo evitare di incontrare un'altra questione, infatti in entrambi i casi non puoi che "credere", avere "fede" nella direzione che hai scelto, non hai e non ci sono prove logiche e neanche sperimentali, purtroppo. Sfortunatamente, a questo punto devi necessariamente fermarti perchè non ci sono altre domande che puoi farti, eccetto, forse, chiedersi se ci sia qualcun'altro dietro la prima causa e cosi via,ma, come puoi intuire, questo non potrebbe  che portarti in un ciclo infinito...

E comunque in entrambi i casi non puoi che fermarti alla fede: nel primo caso devi avere fede che il Primo motore sia Dio, la fede religiosa, nel secondo che sia il Caso, la fede nel materialismo

Questo è il mondo della religione, della scienza naturale, della tecnologia, del cosiddetto "progresso"

Ma è abbastanza? 

Per me no! 

Mi sentivo ancora insoddisfatto. Continuavo a pensare che se avessi dovuto fermarmi a quel punto allora non sarei mai stato certo di niente e sarei necessariamente caduto nel fondamentalismo, infatti, se ci pensi, cosi facendo non puoi che fermarti nel momento in cui decidi che il Primo Motore debba essere Dio oppure il Caso, e per me questa conclusione apriva la porta ad un princio estremamente pericoloso quale il dover essere necessariamernte "governati" da un entità esterna, fosse essa Dio o il Caso, e che questa, come ultima conseguenza, non poteva che portarti ad un fondamentalismo religioso o materialistico

Non è forse questa l'assenza totale di libertà? di un pericollsissimo principio determinista?

Cos'altro è il determinismo se non la soggezione totale della nostra vita al Destino, a la volontà di un Dio "esterno", ad un ordine "meccanicista" dell'universo o all'effetto di tutti gli eventi passati?

Dov'è la tua vera libertà?

Cosi non volli fermarmi, sentivo di non potermi fermare là, sentivo che dovevano pur esserci altre possibilità, altre direzioni. Non ero per niente soddisfato di dover accettare la fede, in qualsiasi direzione, come mia ultima verità!

Per me era troppo chiaro ed evidente che la fede in Dio mi avrebbe portato al fondamento religioso e quella nel Caso a quello materialista e questo non mi piaceva affatto

La Realtà dell'azione umana 



 

Cosi mi ritrovai a cercare ancora, quasi incosapevolmente, fino a quando mi ritrovai a percorrere un altra strada, completamente diversa, questa volta l'approccio era differente, si che era differente! 
Questa volta conoscevo l'ultima casa, questa volta conoscevo chi fosse il Motore Primo !

Ero io !

Io come essere umano!

Sono il Motore Primo solo per il fatto di essere un essere umano, e questo perchè agisco, perchè ogni azione umana ho uno scopo, sempre, perchè perseguo sempre  un fine, perchè ho sempre un obiettivo nella mia mente.

Non posso neanche pensare ad un azione senza scopo, seza un fine. 

Infatti mi trovo sempre a decidere tra differenti fini, scopi, obiettivi, ogni secondo della mia vita e per sempre, incessantemente devo sempre scegliere tra i differenti mezzi che mi trovo attorno quale di essi mi permetterà di soddisfare il fine che ho prescelto (i mezzi sono sempre meno dei fini)

E faccio questo perchè sono mosso unicamente da una sola forza, una forza universale : l'insoddisfazione

Faccio questo in ogni istante della mia vita. 

Dal momento che apro gli occhi la mattina fino a quando li chiudo prima di sprofondare nel sonno della notte. Solo quando dormo profondamente, infatti, smetto di lottare contro questa forza universale che ho chiamato insoddisfazione (si dice che dormire profondamente sia come morire)

Agisco, scelgo, decido, tutte queste parole significano solo che come essere umano, in quanto essere umano, agisco, e questo solo e perchè sono costantemente alla ricerca di passare da una situazione iniziale d'insoddisfazione ad una successiva di minore insoddisfazione, sempre

E' come se vivessi in uno stato di sofferenza permanente, d'inflizione, dominato da un fuoco che continua a bruciare dentro di me e che non si spegnerà mai , e questo unicamente perchè sono un essere umano!

Io non so da dove provenga questo fuoco, e non è neanche importante che me lo chieda come sto facendo ora, tanto è sempre qui con me, presente, che tu lo decida o no, che ti piaccia o meno, ed io devo muovermi, scegliere, decidere, devo agire (infatti anche la decisione di non muovermi e rimanere fermo è un'azione umana deliberata dove il fine prescelto è appunto il non muovermi!), io non posso neanche pensare di fare altrimenti, di fare qualcosa che non abbia uno scopo, un fine

Per favore, prova a fare questo piccolo esercizio con me : prova a pensare di fare altrimenti, ed inviami un esempio, uno solo, di un azione umana, di una tua azione ( per definizione consapevole, con uno scopo) che ti porti da uno stato iniziale d'insoddisfazione ad uno d'insoddisfazione ancora maggiore! (anche il suicidio è un'azione dove si passa da uno stato di maggiore ad uno di minore insoddisfazione, altrimenti non si sarebbe agito!)

Dall'azione più semplice che puoi pensare di fare la mattima appena apri gli occhi, come decidere di stare qualche minuto in più a letto piuttosto che alzarti per andarti a fare la doccia, a quella più complessa come decidere d'iscriversi all'università oppure di accettare quell'offerta di lavoro appena arrivata, tu stai agendo, e quindi scegliendo, decidendo tra mezzi e fini diversi, sempre mosso da questa forza universale: l'insoddisfazione

Questa è la legge dell'azione umana cosi come fu scoperta e descritta da uno dei giganti del ventesimo secolo, il filosofo ed economista Austriaco Ludwig Von Mises, che la defini Prasseologia (dal grecho praxi che significa azione)

Questa è una legge universale!

So chi è il motore primo, so qual'è la causa ultima : l'insoddisfazione 

Non è forse questo il cosiddetto peccato originale ?

E da questo primo motore, da questa causa ultima, posso costruire, con il rigore e l'irrefutabilità della logica, passo dopo passo, l'intera teoria dell'azione umana, la prasseologia,e da questa l'intera teoria delle scienze economiche, politiche e sociali. E posso farlo perchè conosco con certezza assoluta la causa ultima da dove costruire il tutto, senza nessun dubbio e soprattutto basandomi sulla ragione e sulla logica, senza dover credere e avere necessariamente fede in niente e nessuno, e non è forse questa la migliore definizione di libertà ?

Ma la realtà della prasseologia è qualcos'altro, forse ancora più importante, è come un ponte che mi trasporta dalla realtà sensoriale ad una realtà ancora più elevata,la realtà metafisica, di cui voglio parlarti proprio ora...

Se sei curioso, questo è il libro : : the ultimate foundation of economic science (Ludwig Von Mises)


La Realtà Metafisica 



A questo punto penserai che mi sarei dovuto fermare qui, che, finalmente, la mia curiosità aveva trovato pace, che avevo trovato la risposta alla Grande Domanda, ma, subdolatamente, sottilmente, c'era qualcos'altro che continuava a ronzarmi dentro, inconsapevolmente, nascondendosi nella profondità più nascosta della mia mente.

Iniziai a pormi quella Grane Domanda che lo stesso Mises aveva messo da parte, o almeno così egli scriveva in uno dei suoi libri, anche se, personalmente, penso che questa domanda se la sia posta, eccome se non se la sia posta! Era fin troppo una mente logica per non aver fatto il necessario passo intellettuale successivo, e sono quasi sicuro che si sia ache dato anche la risposta ! 

Infatti penso che fosse semplicemente troppo occupato nel discernere l'intera teoria economica e delle scienze umane partendo dal principio dell'azione umana , che ritenne non essere utile coinvolgersi pubblicamente in questioni "metafisiche", specialmente in un un tempo dove combatteva una straordinaria battaglia contro il socialismo ed il Keynesianismo (battaglia ancora in corso, ahimè, ma questo è un altra storia...)

Ma qual'è questa Grande Domanda, quest'ulteriore passo logico?

Anche considerando l'azione umana come una legge universale, la domanda rimane, perchè ?

Perchè dobbiamo vivere con questa forza perenne ed universale come condizione della nostra condizione umana : l'insoddisfazione ?

E' come un vaso di Pandora! 
Quando inizi a farti queste Domande non la finisci più e se sei curioso, ahimè, non puoi più fermarti. Ora sei costretto ad andare oltre la legge dell'azione umana, oltre la stessa logica aristotelica, oltre la mente.

Ora non puoi evitare di prendere la strada della metafisica e cosi mi ritrovai a leggere e riflettere su tale argomento, e cosi facendo ho scoperto la cosiddetta tradizione orientale cosi come spiegata da un altro gigante del ventesimo secolo Renè Guenon 

Cosi ho scoperto che c'è qualcosa che va oltre la realtà esterna dei nostri sensi, qualcosa che va oltre perfino la logica aristotelica!

Sai che esiste una logica differente, la cosiddetta logica indiana, che considera  "logicamente" l'esistenza e la realtà oltre i nostri sensi? 
Che considera logicamente la realtà della metafisica, del non visto, del cosiddetto non-manifestato ? 

Si! Ho scoperto qualcosa che andava oltre l'azione umana e la realtà dei nostri sensi e della nostra mente.

Ho dovuto realizzare che questa realtà non poteva essere compresa dalla ragione ma solo essere sentita dentro do noi, poteva essere "realizzata" solo da quello che i metafisici orientali usavano chiamare l'intelletto puro, il sesto senso!

Ma ha scoperto che anche tu, "occidentale" come me, puoi avere una prima debolissima intuizione di cosa significhi questa realizzazione,  anche utilizzando la nostra logica aristotelica, quella dei sensi, della causa e dell'effeto, ma solo come punto di partenza, solo come ponte per iniziare ad andare oltre la mente

Sembra innegabile infatti, perfino alla mente più razionale, di poter comprendere e financo realizzare che viviamo solo nel Presente, che il passato ed il futuro sono solo la conseguenza di un eterno Presente

Qua dobbiamo cercare di concentrare la nostra attenzione e realizzare che viviamo solo nel Presente, che il futuro ed il passato sono solo una costruzione del Presente, che alla fine non esistono! Il passato ed il futuro possono esistere solo nella nostra mente come un'illusione.

Per favore, prendi solo un secondo del tuo tempo, ora, e seguimi in questo breve esercizio mentale e cerca di pensare a quanto ti dirò ora, presta attenzione: 

da quando ti svegli la mattina ed inizi la tua giornata, agendo, decidendo, muovendoti, sei sempre mosso da quella forza universale che abbiamo chiamato "insoddisfazione", ma tu vivi ed agisci solo nel Presente, sempre

il tuo futuro è un Presente che verrà (nel futuro) ed il tuo passato un Presente che è già passato (nel passato)

Pensaci, Futuro e Passato non sono reali,e mai lo saranno, perchè ciò che è reale può accaderti solo nel Presente, qui ed ora, il futuro ed il passato ti appariranno solo come un Presente che sarà o che è già andato perchè è l'unica cosa che esiste!

Ma comprendo anche che questa è la cosa più difficile da comprendere, da realizzare, perchè puoi solo farlo andando oltre la mente, specialmente oltre la logica e tu, come occidentale, sei pervaso dalla logica aristotelica, dal concetto di tempo e di spazio, di passato e futuro, del prima e dopo, dei mezzi e dei fini

Pensaci, per arrivare a capire il Presente devi trascendere la realtà dei sensi,è come se dovessi comprender e realizzare un vero e proprio paradosso!

Ma questa è una cosa che puoi fare solo tu...

Se ti sei incuriosito, questo è il libro : Introduction to the studies of the Hindù Doctrines, Renè Geènon

Conclusione






Si, la conclusione è che viviamo in un mondo paradossale, viviamo in tre differenti realtà nello stesso tempo
Comprendere, accettare, realizzare e praticare come vivere in queste tre differenti realtà è quello che cerco di fare ogni santissimo giorno :

Accettare  e praticare la vita in una realà sensoriale, significa lavorare dentro se stessi per cercare di godere ogni secondo della giornata ma senza dimenticare che la vita "reale" è pur sempre un illusione e che può essere presa come un gioco, un bellissimo "gioco infinito" da giocare

 
Accettare e praticare la vita in una realtà prasseologica, significa comprendere di essere mossi da questo fuoco che brucia dentro che chiamiamo in diversi modi ma che , alla fine, è sempre lo stessa forza universale : insoddisfazine, ansia, noia, ricerca costante della felicità e cos via. Significa comprendere che questa è l'unica regola di questo bellissimo gioco infinito

Accettare e praticare la vita in una realtà metafisica, significa comprendere che l'unica "vera" realtà è alla fine dentro di me, che vivo solo nel Presente, che sono io stesso a creare il mondo, l'universo,e che, alla fine, sono proprio io il Motore Primo!

Chiudo dicendoti che per me il vero scopo della vita è comprendere e realizzare questo paradosso, comprendere che la perfezione è lavorare su ste stessi per arrivare a saper vivere quasi senza scegliere, imparare a saper vivere in perfetta spontaneità, come in un bellissimo gioco infinito



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